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Aldo BRESSANUTTI

Recapito: Via Petrarca, 20/a – MONFALCONE 34074, tel. 0481.481025  cell: 3339947064
Sito web: www.Bressanutti.com  e-mail: furiobress@info-era.com

Degli oggetti e delle cose Aldo Bressanutti è un grande ascoltatore: ne ausculta incessantemente le voci avendo compreso il significato più alto che essi esprimono attraverso queste loro silenziose voci, ed è per questo che è in grado di rappresentarli compiutamente, di riprenderli dalle più svariate angolature, di far uscire da una realtà fissa e immobile vibrazioni e sensazioni che ti pare quasi di toccare quando assisti alle scene che organizza nei suoi quadri con palpitante vivacità. Ecco perché in Bressanutti è praticamente assente la figura. Non ci sono nei suoi quadri personaggi e questo semplicemente perché i personaggi sono gli oggetti e le cose: essi hanno tutte le possibilità, tutte le qualità per affermarsi ed imporsi quali protagonisti della scena, al pari e forse meglio dei boriosi personaggi viventi e delle figure umane vuote come ammuffiti gusci. Ma perché i personaggi possano giocare il loro ruolo hanno bisogno di una scena: e ogni quadro di Bressanutti è esattamente come una scena, con i suoi fondali, i suoi tendaggi, le sue prospettive. Qui gli oggetti si ammassano, si affollano, si riuniscono e si danno appuntamento, come gli attori, per dare inizio ad una rappresentazione, per dare voce a quella muta e silente presenza che essi racchiudono. Bressanutti allestisce così continui teatrini dove gli oggetti più disparati si mischiano in continuazione.
E’ un vero e proprio copione che si recita in ogni quadro di Bressanutti: egli ne è il discreto suggeritore lasciando agli oggetti e alle cose di agire, parlare, ricordare in un ruzzo recitativo in cui non sai più distinguere il reale dall’irreale, la verità dalla finzione, dove l’unica cosa vera e reale è quel paesaggio, quel panorama cittadino che Bressanutti inserisce in tantissimi suoi quadri ma solo sullo sfondo di essi, alla fine per così dire del quadro, quasi a voler significare che la verità, la realtà alla quale aspiriamo è in fin dei conti sotto i nostri occhi, sotto le nostre mani: gli oggetti, le cose di cui adesso comprendiamo la segreta voce, l’intimo significato, il compreso richiamo. In questo ammiccante e cordiale gioco dell’inganno, in questo frequente irrompere di divertiti “trompe-l’oeil”, passato e presente si  rincorrono, si scambiano, si alternano e non sai più cosa è vero e cosa è finto, qual è la realtà e quale la finzione. Bressanutti ci immerge così in una irrealtà reale con il suo sorriso sornione e umanissimo, in un mondo che non immaginavamo possibile e nel quale invece conviviamo quotidianamente e da sempre, ignari di un’altra vita che pulsa accanto e insieme alla nostra, e forse ci instilla il dubbio sottile di una presunzione che gli oggetti e le cose nella loro umiltà e “umanità” ignorano e bandiscono.

Tino Sangiglio

Dotato di grande talento e di una verve espressiva del tutto personale, Bressanutti ha creato nel corso della sua lunga attività pittorica un universo in bilico tra realtà autentica e onirica, mostrandosi capace di coniugare l'indagine del reale con il sogno metafisico e surreale e con la tenerezza del ricordo, celata dietro cenni ludici e ironici. ...
L'aspetto surreale rappresenta una sezione interessantissima del lavoro dell'artista, che, autodidatta, lo intraprese negli anni cinquanta del secolo scorso, per poi abbandonarlo fino appunto ai primi del 2000, per il timore di essere accusato di aver copiato i grandi surrealisti belgi e francesi, la cui pittura non gli era in verità nota. Attraverso l'idioma surreale e secondo gli input di questa tendenza, che Bressanutti approccia a pelle, senza in realtà conoscere i dettami che lo scrittore André Breton, nella Parigi del 1924 stilò sul primo manifesto surrealista, il pittore libera le profondità più inaccessibili dell'inconscio, suscitando con il pennello atmosfere intense, imprevedibili e a volte drammatiche, in cui il tema ecologico s'intreccia con l'intimo dolore e con il gioco, e con una sorta di violenza cosmica e ambientale di notevole impatto e valenza emotiva. ...

Marianna Accerboni

Nato a Latisana (UD) nel 1923, è vissuto e ha operato per lungo tempo ad Aquilinia, una frazione della zona industriale di Trieste, per stabilirsi poi a Monfalcone ove tuttora vive ed opera. Ha esposto a carattere pubblico e privato in mostre personali e collettive nelle principali città italiane e australiane
nonché in Spagna, Germania, Inghilterra, Svizzera, Canada, ex-Jugoslavia. E’ autore di vari volumi sulla regione Friuli-Venezia Giulia e sull’Istria che ha corredato con oltre un migliaio di grafiche paesaggistiche e composizioni sul tema; ha disegnato molte copertine di libri ed è autore anche di
manifesti e di medaglie. Sue opere si trovano presso musei, enti pubblici e privati, industrie e associazioni varie in Italia e all’estero. Recentemente è stato insignito, per meriti artistici, del titolo di Commendatore della Repubblica.

 Mostre personali recenti

1978
Biblioteca del Popolo, Trieste

1979
Don Juan Puerto, Spagna
Footsscray, Melbourne

1980
Melbourne, Sydney, Adelaide
Italsider,Genova

1987
O’Connor (Washington) Circolo della Stampa, Trieste

1990
Kulturni Dom, Gorizia Castello di S.Giusto, Trieste

1991
Galleria Del Bello (Toronto)

1992
Stazione Marittima, Trieste

1997
Ferrarhof (Innsbruck)

1980-82-85-90-91-94-97
Galleria d’arte Cartesius, Trieste

2002-2003
Galleria d’arte Cartesius, Trieste

2002
Dal realismo al surreale, Sala comunale d’arte, Trieste

2003
Interni. (oli e grafiche), Circolo del Lloyd Adriatico, Trieste

2005
Galleria d’arte Rettori Tribbio 2, Trieste
Surreale, Antico Ospedale dei Battuti, San Vito al Tagliamento (PN)

2006
Interni, Sala Consiliare, Turriaco (GO)

2007
L’iperrealismo trasfigurato. Galleria Rettori  Tribbio 2, Trieste

2008
L’anima surreale e la poetica intimistica, Palazzo del Consiglio Regionale, Trieste

2009
“La realtà surreale”, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Monfalcone (GO)

2011
Surrealismo, Galleria dei Rettori Tribbio, Trieste

Principali mostre collettive

1948
Galleria d’arte Lonza, Trieste

1950
Galleria d’arte Scorpione, Trieste

1952
Galleria d’arte Rossoni, Trieste

1959
Esposizione nazionale, Bressanone (BZ)
Sala comunale d’arte, Trieste

1968
Palazzo delle Esposizioni, Roma

1970
Galleria d’arte Squero, Muggia (TS)
Galleria d’arte, Rossoni, Trieste Castello di S. Giusto, Trieste
Galleria d’arte Lanterna, Trieste Palazzo Costanzi, Trieste

1971
Galleria d’arte Cartesius, Trieste

1972
Stazione Marittima, Trieste

1973
Galleria Comunale, Massa
Azienda Autonoma di Soggiorno, Gradisca d’Isonzo

1974
Italsider, Trieste

1975
Galleria d’arte Fovle, Londra (Inghilterra)

1976
Palazzo Braschi, Roma

1977
Bastione Fiorito, Castello di S. Giusto, Trieste

1980
Palazzo Costanzi, Trieste

1987
Galleria d’arte O’ Connor, Washington

1990
Castello di S. Giusto, Trieste
Galleria Comunale d’arte Alle antiche mura, Monfalcone
Galleria d’arte Cartesius, Trieste
Kulturni Dom, Gorizia

1991
Galleria d’arte Del Bello, Toronto (Canada)

1992
Stazione Marittima, Trieste

2004
Trieste anni ’50, Circolo del Lloyd Adriatico, Trieste

2008
Dal “Surrealismo” di Aldo Bressanutti alla “Minirealtà” di Anita Gaggio, Sala Mostre Del Bianco Staranzano (GO)

2010
La Bisiacaria a San Marco, itinerante, Palazzo delle Prigioni Venezia, Ronchi dei Legionari(GO), Turriaco (GO)


Interno
olio su tavola
cm 30x40


Interno con pere
cm 43x32

 


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