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La sua pittura è, nella maniera più assoluta, indifferente alle faccende del mondo esterno. Certo, emergono prepotenti i segni d’una visionarietà espressionista, corredata da tutti gli umori tanatico-decadenti, quelli che furono propri alla scuola tedesca, per intenderci, ma tali elementi vanno letti in un’ottica di pura ereditarietà mitteleuropea, scevri come sono, nel caso specifico dell’artista, da addentellati accademici. Vernole opera una sincera sintesi di parte del secolo appena passato, incanalando la propria creatività in direzione di un figurativismo denso, talvolta muto – alle soglie del silenzio creativo – talaltro choccante e coinvolgente per l’imbarazzo che riesce a trasmettere in chi lo guarda. Anni or sono aveva iniziato con le figure rurali femminili dell’Est europeo, ritratte allo
scopo di coglierne le antiche tracce d’un mondo oramai sepolto dai grandi cambiamenti epocali: un mondo timido, introverso, geloso dei propri ritmi così come delle proprie tradizioni e comunque all’apparenza mesto. Volti stilizzati, ma sinceri volti dell’Est, caratterizzati da pallori baltici e cromatismi danubiani, creati con l’ausilio di linee dalla forte tendenza geometrizzante e colori composti con l’intento di appiattire l’immagine, laddove lo sfondo non fosse stato costruito ad hoc onde dar l’idea di una maggiore profondità. In tempi più recenti Vernole ha approfondito l’aspetto psicologico dei propri dipinti, conferendo ad essi una maggiore enfasi simbolica, come si può notare nella notevole serie delle “prostitute”. Attraverso tali opere Vernole ha dimostrato d’essere giunto quasi alla fase della sua prima maturità artistica, con un prosciugamento delle linee geometriche, un uso del colore più bilanciato e soprattutto una gestione della simbologia pittorica che sovente riesce a far emergere i
lati più oscuri della psiche dell’essere umano, sempre in nome di una coerenza stilistica assolutamente pura ed incontaminata.
Franco Savadori
I paesi nascono dalla terra, perché sono paesi di famiglie contadine, di persone che vivono, loro malgrado, la terra ed è da questi legami che nasce l’identità di un paese. Ho pensato quindi di portare dei campi. Sono dipinti “fatti” di terra ed acqua, ed il quadrato è la figura piana che da sempre simboleggia l’equilibrio degli elementi nella loro materialità. L’acqua è quella dei canali di scolo, di drenaggio, d’irrigazione, di bonifica; è un’acqua che ho colorato di nero, è un’acqua primordiale, densa, ricca di vita, ma informe, lenta. La terra è quella dei campi, che ho rappresentato nel suo variare, nel suo crescere e dare frutto a seconda delle stagioni: è la genitrice, la madre terra. Non manca però l’opera dell’uomo. È l’uomo che delimita, che separa, che crea canali e strade, che decide che tipo di coltivazione attuare: decide le forme ed i colori. di descrivere in parte un determinato territorio o di cercare di rappresentare piuttosto un paesaggio dell’anima……ecco, alla fine forse sono questo: sono paesaggi dell’anima.
Cristiano Vernole
Nato a Cormons nel 1973, ha vissuto a Staranzano e attualmente risiede a Monfalcone. Comincia a dipingere da autodidatta nel 1990 e approfondisce taluni aspetti dell’arte medioevale, in particolare l’arte bizantina e la scultura del basso Medioevo che hanno influenzato profondamente la sua ricerca artistica. Si dedica anche allo studio della decorazione a smalti sintetici, del ritratto e della grafica. Negli anni 1995-97 realizza due pitture murali nell’atrio della sede dell’Associazione culturale Gruppo Area di Ricerca di Dobbia. Nel 2003 si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Trieste.
Principali mostre
1992
Settembre: 3ª Ex Tempore della “Sagra de le Rase” di Staranzano (GO)
Personale curata dall’Associazione Culturale Gruppo Area di Ricerca di Dobbia presso la “Festa de L’Unità” di Dobbia –Staranzano-) (Go).
1998
Personale presso la sala polifunzionale del Comune di Staranzano(Go)
9ª Ex Tempore di pittura della “Sagra de le Raze” di Staranzano(Go)
1999
Personale presso la sede dell’associazione culturale Incex a Trieste
10ª Ex Tempore di pittura della “Sagra de le Raze” di Staranzano (Go).
14ª edizione del premio “Lilian Carajan” di Trieste.
2000
15ª edizione del premio “Lilian Carajan” di Trieste.
Esposizione nell’ambito della rassegna “Manocaos”, curata dall’Associazione Culturale Gruppo Area di Ricerca di Dobbia- Staranzano- (Go)
Rassegna DobiArtEventi 2003 organizzata dall’Associazione Culturale Gruppo Area di Ricerca di Dobbia – Staranzano – (Go)
Rassegna “Fuoritema” presso la libreria Equilibri di Gorizia
Personale presso la Biblioteca comunale di Mariano del Friuli (Go).
2007
Personale presso il Dobialab di Dobbia –Staranzano – (Go).
Rassegna “Orchestrazione n.15” a Portogruaro (Ve);
Collettiva per il centenario del Comune di Staranzano (Go)
Personale presso l’Osteria alla Posta di Aiello del Friuli (Ud)
Rassegna per la Festa della Liberazione, Bar Buzz, Monfalcone (Go)
“Arte bisiaca in vetrina” a Turriaco (Go)
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Bicromatura agricola
olio su cartone
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