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Aldo Bressanutti

Data e luogo di nascita: Latisana
Via Petrarca, 20/a – 34074 MONFALCONE
Tel. 0481481025 - Cell. 3339947064
Sito web: www.Bressanutti.com

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Biografia

Nato a Latisana (UD) nel 1923, è vissuto e ha operato per lungo tempo ad Aquilinia, una frazione della zona industriale di Trieste, per stabilirsi poi a Monfalcone ove tuttora vive ed opera. Ha esposto a carattere pubblico e privato in mostre personali e collettive nelle principali città italiane e australiane

nonché in Spagna, Germania, Inghilterra, Svizzera, Canada, ex-Jugoslavia. E’ autore di vari volumi sulla regione Friuli-Venezia Giulia e sull’Istria che ha corredato con oltre un migliaio di grafiche paesaggistiche e composizioni sul tema; ha disegnato molte copertine di libri ed è autore anche di

manifesti e di medaglie. Sue opere si trovano presso musei, enti pubblici e privati, industrie e associazioni varie in Italia e all’estero. Recentemente è stato insignito, per meriti artistici, del titolo di Commendatore della Repubblica.

Recensioni

Degli oggetti e delle cose Aldo Bressanutti è un grande ascoltatore: ne ausculta incessantemente le voci avendo compreso il significato più alto che essi esprimono attraverso queste loro silenziose voci, ed è per questo che è in grado di rappresentarli compiutamente, di riprenderli dalle più svariate angolature, di far uscire da una realtà fissa e immobile vibrazioni e sensazioni che ti pare quasi di toccare quando assisti alle scene che organizza nei suoi quadri con palpitante vivacità. Ecco perché in Bressanutti è praticamente assente la figura. Non ci sono nei suoi quadri personaggi e questo semplicemente perché i personaggi sono gli oggetti e le cose: essi hanno tutte le possibilità, tutte le qualità per affermarsi ed imporsi quali protagonisti della scena, al pari e forse meglio dei boriosi personaggi viventi e delle figure umane vuote come ammuffiti gusci. Ma perché i personaggi possano giocare il loro ruolo hanno bisogno di una scena: e ogni quadro di Bressanutti è esattamente come una scena, con i suoi fondali, i suoi tendaggi, le sue prospettive. Qui gli oggetti si ammassano, si affollano, si riuniscono e si danno appuntamento, come gli attori, per dare inizio ad una rappresentazione, per dare voce a quella muta e silente presenza che essi racchiudono. Bressanutti allestisce così continui teatrini dove gli oggetti più disparati si mischiano in continuazione.

E’ un vero e proprio copione che si recita in ogni quadro di Bressanutti: egli ne è il discreto suggeritore lasciando agli oggetti e alle cose di agire, parlare, ricordare in un ruzzo recitativo in cui non sai più distinguere il reale dall’irreale, la verità dalla finzione, dove l’unica cosa vera e reale è quel paesaggio, quel panorama cittadino che Bressanutti inserisce in tantissimi suoi quadri ma solo sullo sfondo di essi, alla fine per così dire del quadro, quasi a voler significare che la verità, la realtà alla quale aspiriamo è in fin dei conti sotto i nostri occhi, sotto le nostre mani: gli oggetti, le cose di cui adesso comprendiamo la segreta voce, l’intimo significato, il compreso richiamo. In questo ammiccante e cordiale gioco dell’inganno, in questo frequente irrompere di divertiti “trompe-l’oeil”, passato e presente si  rincorrono, si scambiano, si alternano e non sai più cosa è vero e cosa è finto, qual è la realtà e quale la finzione. Bressanutti ci immerge così in una irrealtà reale con il suo sorriso sornione e umanissimo, in un mondo che non immaginavamo possibile e nel quale invece conviviamo quotidianamente e da sempre, ignari di un’altra vita che pulsa accanto e insieme alla nostra, e forse ci instilla il dubbio sottile di una presunzione che gli oggetti e le cose nella loro umiltà e “umanità” ignorano e bandiscono.

 

Tino Sangiglio

 

Dotato di grande talento e di una verve espressiva del tutto personale, Bressanutti ha creato nel corso della sua lunga attività pittorica un universo in bilico tra realtà autentica e onirica, mostrandosi capace di coniugare l'indagine del reale con il sogno metafisico e surreale e con la tenerezza del ricordo, celata dietro cenni ludici e ironici. ...

L'aspetto surreale rappresenta una sezione interessantissima del lavoro dell'artista, che, autodidatta, lo intraprese negli anni cinquanta del secolo scorso, per poi abbandonarlo fino appunto ai primi del 2000, per il timore di essere accusato di aver copiato i grandi surrealisti belgi e francesi, la cui pittura non gli era in verità nota. Attraverso l'idioma surreale e secondo gli input di questa tendenza, che Bressanutti approccia a pelle, senza in realtà conoscere i dettami che lo scrittore André Breton, nella Parigi del 1924 stilò sul primo manifesto surrealista, il pittore libera le profondità più inaccessibili dell'inconscio, suscitando con il pennello atmosfere intense, imprevedibili e a volte drammatiche, in cui il tema ecologico s'intreccia con l'intimo dolore e con il gioco, e con una sorta di violenza cosmica e ambientale di notevole impatto e valenza emotiva. ...

 

                                                                                                                               Marianna Accerboni

Mostre

Mostre personali recenti

 

1978

Biblioteca del Popolo, Trieste

 

1979

Don Juan Puerto, Spagna

Footsscray, Melbourne

 

1980

Melbourne, Sydney, Adelaide

Italsider,Genova

 

1987

O’Connor (Washington) Circolo della Stampa, Trieste

 

1990

Kulturni Dom, Gorizia Castello di S.Giusto, Trieste

 

1991

Galleria Del Bello (Toronto)

 

1992

Stazione Marittima, Trieste

 

1997

Ferrarhof (Innsbruck)

 

1980-82-85-90-91-94-97

Galleria d’arte Cartesius, Trieste

 

2002-03

Galleria d’arte Cartesius, Trieste

 

2002

Dal realismo al surreale, Sala comunale d’arte, Trieste

 

2003

Interni. (oli e grafiche), Circolo del Lloyd Adriatico, Trieste

2005

Galleria d’arte Rettori Tribbio 2, Trieste

Surreale, Antico Ospedale dei Battuti, San Vito al Tagliamento (PN)

 

2006

Interni, Sala Consiliare, Turriaco (GO)

 

2007

L’iperrealismo trasfigurato. Galleria Rettori  Tribbio 2, Trieste

 

2008

L’anima surreale e la poetica intimistica, Palazzo del Consiglio Regionale, Trieste

 

2009

“La realtà surreale”, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Monfalcone (GO)

 

2011

Surrealismo, Galleria dei Rettori Tribbio, Trieste

 

2015

Dettagli, Galleria bar “Civico 44” , Viale San Marco a Monfalcone (Go)

 

 

Principali mostre collettive

 

1948

Galleria d’arte Lonza, Trieste

 

1950

Galleria d’arte Scorpione, Trieste

 

1952

Galleria d’arte Rossoni, Trieste

 

1959

Esposizione nazionale, Bressanone (BZ)

Sala comunale d’arte, Trieste

 

1968

Palazzo delle Esposizioni, Roma

 

1970

Galleria d’arte Squero, Muggia (TS)

Galleria d’arte, Rossoni, Trieste Castello di S. Giusto, Trieste

Galleria d’arte Lanterna, Trieste Palazzo Costanzi, Trieste

 

1971

Galleria d’arte Cartesius, Trieste

 

1972

Stazione Marittima, Trieste

 

1973

Galleria Comunale, Massa

Azienda Autonoma di Soggiorno, Gradisca d’Isonzo

 

1974

Italsider, Trieste

 

1975

Galleria d’arte Fovle, Londra (Inghilterra)

 

1976

Palazzo Braschi, Roma

 

1977

Bastione Fiorito, Castello di S. Giusto, Trieste

 

1980

Palazzo Costanzi, Trieste

 

1987

Galleria d’arte O’ Connor, Washington

 

1990

Castello di S. Giusto, Trieste

Galleria Comunale d’arte Alle antiche mura, Monfalcone

Galleria d’arte Cartesius, Trieste

Kulturni Dom, Gorizia

 

1991

Galleria d’arte Del Bello, Toronto (Canada)

 

1992

Stazione Marittima, Trieste

 

2004

Trieste anni ’50, Circolo del Lloyd Adriatico, Trieste

 

 

 

 

 

2008

Dal “Surrealismo” di Aldo Bressanutti alla “Minirealtà” di Anita Gaggio, Sala Mostre Del Bianco Staranzano (GO)

“Pittori dell’anima”,Collettiva di Artisti Bisiachi”, Sala consiliare, Turriaco(GO)

 

2010

La Bisiacaria a San Marco, itinerante, Palazzo delle Prigioni Venezia, Ronchi dei Legionari(GO), Turriaco (GO)

 

2011

La Bisiacaria a Trieste, Palazzo del Consiglio Regionale, Trieste

 

2015

Vasi d’autore” – Monfalcone in fiore, Monfalcone (Go)

Personale, Salone del bar "Civico 44", Monfalcone



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