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Alberto Sarcina

Data e luogo di nascita: 1957 - Monfalcone
Via S.Gabriele, 13 – 34074 MONFALCONE
Tel. 0481483976 - Cell. 3281451949

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Biografia

Nato a Monfalcone nel 1957, dove attualmente vive ed opera. Si è diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Gorizia nel 1978. E’ di questo periodo il suo interesse per l’astrattismo, approfondito poi all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il maestro Emilio Vedova. Successivamente abbandona l’astrattismo per passare al figurativismo, eseguendo in particolare copie di capolavori dei maestri del passato. La sua attività pittorica si svolge in modo continuativo e intenso a partire dal 1987, con

numerose mostre personali e collettive ottenendo lusinghieri riconoscimenti. Si dedica sia alla pittura da cavalletto che alla pittura murale e alla grafica. Negli anni 1990-2005 ha realizzato numerosi “trompe-l’oeil” e decorazioni nelle province di Gorizia, Trieste e Udine.

Recensioni

Sarcina, pone il fruitore davanti ad una rappresentazione di apparente puro realismo. L'ambientazione magica, della quale Edward Hopper ne fu il maestro, il messaggio sociale e soprat­tutto la visione intimistica, dettagliata, psicologica e sarcastica della migliore tradizione fiamminga, rivelano una forte e strutturata personalità, utile per parlare ai semplici. Alberto non pone l'opera tra sé e l'osservatore, usandola come maschera esorcizzante, ma inserisce lui stesso nella storia, nella narrazione, nella poesia. Ben conosce i fiamminghi come Van Craesberg e Tenier, e soprattutto Rembrandt da cui attinge la passionalità per la luce. Attenzione per il particolare, per le piccole tessere del mosaico che costruiscono la vita, ma anche visione d'assieme, con la luce che parla del mistero dell'esistenza.

La luce solare caravaggesca che attraversa la piccola finestra, e come un faro da teatro colpisce il San Matteo. La stessa che quattrocento anni dopo prodotta da un insegna al neon, pervade il benzinaio di Hopper. Umili, quotidiani, nobili e importanti in quanto buoni e giusti. Dal barocco al neorealismo america­no degli anni trenta, un percorso analogico con l'attenzione al sociale che passa attraverso Daumier, Millet e Van Gogh. Ignoranti e peccatori, che diventano sapienti e redenti. Alberto non tentenna, cincischia o decora, ma parla di quello che i suoni e le parole non riescono più ad esprimere. Lo scavare dentro la materia, per trovare quella spiritualità che altri cercano fuori dal creato. Non si tratta di iperrealismo, di far collimare il realismo con la realtà, o il verosimile col vero. Qui, una sommessa musica celebrante, un coro di voci bianche descrivono le sofferenze atroci di coloro che proprio per la loro situazione di inferiorità, riacquistano la grazia della purezza infantile, essenza della forza dell'essere. Narrazione ma non prosaicità. Quelle di Alberto sono immagini-concetto, una sorta di reportage che non distoglie dal messaggio con tecnicismi o compiacimenti manieristici. Non vi è ricerca di equilibri o schemi compositivi; usati peraltro come scudo da mediocri artisti decorativi-riempitivi. L'immagine non si sviluppa come esecuzione di progetti, che la farebbero morire nel messaggio. Ma come architettura romanica, rifugge premeditazione parallelismi ed equidistanze. Antitesi della autocelebrazione, dello smargiasso e arrogante imporsi. Alberto non si impone, si propone con la purezza del bambino che sul foglio di carta prova a de­codificare il caos della vita. Partendo in modo biomorfico da un angolino del supporto pittorico, il disegno inizia un viaggio sulla superficie dialogando col foglio di carta che lo ospita, abitandolo nelle persone del pescatore, del fabbro, dell'operaio... Questi caratteri nobili in quanto umili, sono gli operai di Daumier, i contadini di Van Gogh e Millet. E come allora, anche qui marcatamente autobiografici. Il pescatore Simon Pietro si fida e si lascia carpire da qualcosa di talmente grande a cui non può più non credere.

 

                                                                                                                      Gianpaolo Toniutti

Mostre

Principali mostre personali

 

1989, 91

Galleria d’arte Modigliani, Milano

 

1989

Enoteca Regionale “La Serenissima”, Gradisca d’Isonzo (GO)

 

1996

Falsi d’autore, Musei Provinciali di Borgo Castello, Gorizia

Galleria d’arte Modigliani, Milano

 

1999

Biblioteca comunale, Ronchi dei Legionari (GO)

Galleria d’arte Modigliani, Milano

 

2007, 2008

Galleria Carducci, Monfalcone (GO)

 

2009

Galleria Carducci, Monfalcone (GO)

Storico Caffè Niccolò Tommaseo, Trieste

Galleria d’arte, San Pier d’Isonzo (GO)

 

2010

Palazzo del Consiglio Regionale, Trieste

 

 

 

 

Principali mostre collettive

 

1987

Tavolozza di Natale, Sala mostre dell’Auditorium, Gorizia

 

1987,88,89,91

Fiera internazionale d’arte contemporanea Expo Arte, Bari

 

1988

I Biennale Arte e Ambiente, Udine

Tavolozza di carnevale, Viareggio (LU)

 

1988,89

Memorial “R. Marinato”, di grafica e pittura, Marghera (VE)

 

1989

Fiera internazionale di arte contemporanea Expo Arte, New York (Stati Uniti),

XXI Mostra nazionale di pittura e bianco e nero, Foggia

 

1990

Pittura, grafica e scultura, Roma

 

1991

II Biennale internazionale d’arte, Malta

 

2000

Mostra di pittura Omaggio al Giubileo, Lucinico(GO)

 

2000,2002

Arte Padova, Fiera internazionale d’arte contemporanea e moderna, Padova

 

2001,2002

Arte Expo Udine, Fiera internazionale d’arte contemporanea e moderna, Udine

 

2001,2002

Mostra d’arte, Galleria d’arte Polin, Treviso

 

2002

Fiera internazionale d’arte contemporanea e moderna, Fiera di Pordenone

 

2006

“IX Rassegna di artisti Figuris a Slas”, Biblioteca Comunale, Ruda (UD)

 

2007

Mostra Antologica, Galleria Carducci, Monfalcone(GO)

 

2008

Mostra Artisti Bisiachi, Sala Alberto Del Bianco, Staranzano (GO)

Pittori Isontini, Parco Rocca, Monfalcone(GO)

“Mostra Nazionale d’Arte”, pittura,grafica e scultura, Sala G. Negrisin, Muggia (TS)

 

2010

Arte Bisiaca in Vetrina, Turriaco (GO)



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