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Federica Boschin

Data e luogo di nascita: Gorizia
Via Colussi 5 34079 Staranzano
Cell. 3534362342

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Biografia

Federica Boschin è nata a Gorizia nel 1971 e risiede a Staranzano (Go). Consegue il diploma di Maturità d’Arte Applicata, con indirizzo Architettura e Arredamento, a Gorizia nel 1990 e il diploma di Maestro Mosaicista presso la Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo nel 1998. Sempre nel 1998 partecipa al concorso per un’idea relativa al mosaico, bandito dall’associazione “Mosaico oggi” di Roma, e centrando gli obiettivi del concorso vince la borsa di studio con il suo progetto “Scatola Magica” relativo alla realizzazione di una struttura urbana per un parco. Nel 2000 si trasferisce in Francia dove realizza il sogno di lavorare nel campo musivo presso un laboratorio ad Arles, realizzando importanti lavori con il gruppo specializzato nelle pavimentazioni in stile romano. Al suo rientro in Italia partecipa, nel laboratorio artistico della Bisazza un’ azienda vicentina di mosaico industriale, alla realizzazione di diversi lavori di mosaici urbani. Con una mostra personale alle Antiche Mura di Monfalcone nel 2002 si fa conoscere ed apprezzare anche nel nostro Territorio. Partecipa inoltre a diverse mostre collettive in Regione dove emergono le sue opere ricche di spunti cromatici e di creatività.  Si trasferisce quindi con la famiglia negli USA, nello stato del Michigan, dove realizza diversi lavori per committenti privati e, nel contempo, introduce all’arte musiva gli alunni delle scuole primarie frequentate dalle sue figlie. Sempre negli USA collabora, con uno scrittore americano di testi didattici, illustrando un testo educativo pubblicato nel Michigan.  Rientra in Italia nel 2019 e trova impiego nel laboratorio di smalti metallizzati per mosaico della famiglia e partecipa a Trieste alla BID – Biennale Internazionale Donna - con la sua opera musiva Paths. Nella nostra Regione, abbiamo l’immensa fortuna di poter coltivare una confidenza quasi quotidiana con l’eredità importante delle opere musive che, dall’antichità romana, dal mondo religioso tardo antico e medievale, ci hanno conservato testimonianze uniche dell’arte figurativa passata: al di là di rari affreschi e pitture su tavola, i tempi antichi raramente ci hanno potuto trasmettere disegni che non fossero già stati “trascritti” in eterno su pietra. Questo carattere nobile, memorabile, del mosaico si rispecchia nella meticolosità sia dello studio preliminare, sia della produzione fisica dell’opera, che per sua natura non può che essere un lavoro lento e minuzioso, frutto di un percorso di studi molto attento, che Federica Boschin ha portato avanti sin dalla frequentazione della Scuola Mosaicisti di Spilimbergo, un eccellenza in questo ambito.

Recensioni

L'arte musiva, così come quella scultorea, del vetro o della lavorazione del legno, rispecchia fedelmente il significato primigenio del fare concretamente con le mani ed i materiali preposti un prodotto della propria creatività. Non a caso i Greci definivano l'Arte con la parola tékhne, intendendo con essa la capacità di dare forma e consistenza reale all'idea con la diretta operosità manuale. Di conseguenza, per definire il valore di un'opera, non si può prescindere proprio dalla tecnica, intesa come padronanza del mestiere creativo, che ne consente la piena e compiuta espressione. Per queste ragioni, i lavori di Federica Boschin meritano un'attenzione particolare, anche per la peculiare e paziente dedizione che quest'Arte, sempre più rara da trovarsi, impone. Quella che un tempo fu una pratica diffusa sia nei luoghi di culto che negli edifici padronali, oggi sopravvive grazie all'impegno di pochi che ne coltivano una passione, per non dire vocazione, estremamente sincera. Il nostro Paese, storicamente, custodisce mosaici che testimoniano una tradizione antichissima, derivanti dal contatto con le culture orientali. Ci piace pensare, dunque, che la Boschin ne abbai sentito l'influsso e il richiamo, di cui la sua stessa regione di appartenenza vanta non solo capolavori eloquenti ma anche una Scuola di eccellenza, quella di Spilimbergo, di cui è stata allieva. E, non ultime, hanno contribuito ad alimentare la sua passione le esperienze internazionali negli Stati Uniti e Francia, dove ha ricevuto committenze di rilievo. Il suo mondo, così concreto e policromo, pervaso da rimandi arcaici e pregnanti suggestioni, porta di quel passato il fascino forse malinconico di una gloria immortale che vedeva proprio nel mosaico la vittoriosa sfida sul tempo. Perché quelle tessere colorate che costruiscono figure sacre,  volti, animali, paesaggi sembra non possano consumarsi mai ma abbiano, quale destino, il compito di rimanere per sempre con il compito di testimoniare la forza della Vita, le passioni, le vicende umane. In altre parole, la nostra storia, piccola o grande che sia. Nella puntuale e metodica indagine esecutiva, dalle doverose citazioni aquileiesi al confronto con soggetti sacri o zoomorfi, la Boschin denota uno spiccato senso delle proporzioni e, diremmo, dell'armonia delle linee e degli accostamenti cromatici in quest'arte, ricordiamolo, certo non facilissima, dove è richiesto, oltre al metodo, un innato talento. La durezza delle pietruzze tagliate e disposte con certosina pazienza, non impedisce alle composizioni di evidenziare interventi stilistici dove gli angoli vengono smussati per favorire i tratti curvilinei di cui la Natura è prodiga nella meraviglia delle sue creature. Ecco che le figure appaiono non solo ben definite, ma anche prive di quella rigidezza che il metodo esecutivo potrebbe costringere. Scopriamo allora che i soggetti rappresentati, esseri umani o animali che siano, contengono (e mantengono) in sé una propria Vita certo cristallizzata che, tuttavia, percepiamo  intima e pacificante, ben lontana dalla solennità 'ingessata' della tradizione bizantina, da quella 'fissità' irraggiungibile dei soggetti, spesso a carattere religioso. La Boschin, viceversa, intende stabilire un dialogo con l'osservatore, coinvolgendolo nello spettacolo esecutivo del faticoso ma soddisfacente lavoro di quelle tessere vitali e 'animate', nel senso di 'portatrici di anima'. Nelle esecuzioni più astratte, diremmo a campo largo (autentici virtuosismi di stile dove non si identifica un soggetto preciso), sono degni di nota i pregevoli accostamenti cromatici, lo studio degli effetti tonali che conferiscono dinamicità all'insieme nel gioco riuscito di pallide luci e lievi ombre ricavate dai differenti spessori e dalle variazioni di taglio delle tessere. Sembra di ritornare indietro nella storia. La memoria richiama pavimenti antichi, spettacolosi catini absidali delle nostre celebri Basiliche. Invece siamo nel presente, e lo stupore di un immutato fascino dal sapore antico ci cattura. L'Arte del mosaico qui ritorna, grazie alla volontà e al talento, più viva che mai, e proietta il suo sguardo verso un orizzonte luminoso che sfida il Tempo.

 

                                                                                                             GIANCARLO BONOMO

 

Si riconoscono nelle opere di Federica Boschin da una parte l'incisività dei soggetti, dall'altra la duttilità di una forma artistica che, sebbene nell'immaginario collettivo associata al passato, nelle mani di un'artista capace e sensibile dimostra la sua modernità e complessità.

                                                                                                           FRANCESCA PELLEGRINI

Giocando con la forma triangolare e con i colori della natura l’Artista disegna la ricerca del raggiungimento di un obiettivo. Le linee del triangolo rappresentano sia un sentiero che una montagna, ma entrambi hanno un punto d’arrivo: quello in cui si focalizzano i  nostri desideri/obiettivi. E’ forte il desiderio di rappresentare il viaggio che intraprendiamo, che si muta nel tempo e nei colori e  nella nostra prospettiva, e quando infine le linee non si incontrano in un punto significa che la vita ci offre ulteriori occasioni per percorrere altri sentieri. Ecco quindi in sintesi il cielo e la terra e il nostro cammino.

                                                                                        Recensione personale dell’Artista

Mostre

Mostre:

1998 - Concorso - Mosaico per un'idea- Roma - Vincitrice

2000 - Collettiva . "Mosaica" - Lione (Francia)

2002 - Personale "Alle Antiche Mura" Monfalcone (Go)

2002- Collettiva -  " Una tessera dopo l'altra" Fontanafredda (Pn)

2002 - Collettiva - "Artisti a cielo aperto"  Piazza della Borsa, Trieste

2024 - Mosaico e Acquerello - Lavori di Laura Bottos e Fdererica Boschin, Ronchi dei Legionari (Go)



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