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Luciano Fontanot

Data e luogo di nascita: Ronchi dei Legionari
via Santa Croce 3 34077 Ronchi dei Legionari
Tel. 0481778955 - Cell. 3201154110

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Biografia

Luciano Fontanot è nato a Ronchi dei Legionari, dove tuttora vive e opera, il giorno 11 ottobre 1948. Autodidatta, da sempre interessato al mondo dell’arte ed in particolare alla pittura, ha iniziato a dipingere una ventina d’anni fa, prediligendo la tecnica dell’acquerello e frequentando i laboratori dei pittori acquarellisti Mario Bardusco e Renato Paoluzzi nonchè del grafico,acquarellista, pittore ad olio ed acrilico Roberto Tortul.

Ronchi dei Legionari, Vermegliano, Staranzano, il Carso e altri scorci della Bisiacaria, quella di un tempo, sono i suoi soggetti preferiti. La scelta di soggetti così particolari non è casuale ma rispecchia una volontà precisa dell’artista deciso a proporre, con i suoi dipinti, un mondo che non c’è più, o comunque profondamente mutato dal tempo e dall’uomo. Una visione sospesa nel tempo, permeata di una soffusa e dolce nostalgia, poggiata su nitidi ricordi di paesaggi e personaggi che hanno popolato l’infanzia dei non più giovani. Ma anche memoria storica e testimone di una cultura e di una tradizione, quella Bisiaca, degna di essere coltivata e trasmessa. In possesso di una lodevole tecnica pittorica propone i suoi lavori in assoluta sicurezza, con un tratto nitido, disinvolto e privo di sbavature, elaborando tonalità calde e piacevoli. Pregevoli pubblicazioni delle sue opere sono state elaborate, a sua cura ed a tiratura limitata.

Ha preso parte a diverse rassegne collettive in ambito locale, e nel 2017 ha allestito la sua prima mostra personale a Ronchi dei Legionari riscuotendo notevoli consensi.

Particolare curioso: Luciano Fontanot si propone di non vendere le sue opere ma attraverso di esse condividere la memoria, le tradizioni e la cultura Bisiaca.

 

Recensioni

Luciano Fontanot: il silenzio eloquente della vita

 

La tecnica dell'acquerello è un mondo a parte, la nicchia preziosa dell'espressività figurativa che racchiude sentimenti delicati e stati d'animo privatissimi che un'altra tecnica – più marcata e 'pesante' – non consentirebbe. Quel colore appena accennato steso come su una bolla di sapone, che pare svanire da un momento all'altro nella provvisorietà del reale, quelle forme leggere che paiono negarsi nella frammentazione dell'attimo, sono il vero fascino di questa dimensione sottile che sa di nostalgico romanticismo e sentimentalità sincera, tutta di cuore e assai poco di mente. Luciano Fontanot ha trovato nell'acquerello la forma più congeniale non solo per far emergere la sua attenta sensibilità ma per evidenziare i valori della sua terra di appartenenza e, in ultima analisi, di quella cultura paesana (anzi, diremmo 'contadina') che ne è ideale custode nel tempo. C'è silenzio, magia ed incanto nei suoi lavori. Il frastuono delle metropoli è lontano, e qui l'umanità si raccoglie e si ritrova nelle piccole azioni dell'esistenza o nelle faccende dei campi cristallizzate In questi pochi tratti, nei tenui e discreti colori che evocano appieno – pur nella 'rarefazione' del pigmento cromatico – quel paesismo inteso come rappresentazione di genere pervasa da scene di vita quotidiana. Ci sono le stagioni, le memorie, le lontane nostalgie in questi acquerelli favolistici, pregni di fascinoso sfumato. C'è il calendario della vita, lo scorrere del tempo, la visone di tanti attimi che chiedono di essere fermati per non perdersi... per sempre. E Fontanot, preciso e puntuale nei rapporti di armonia e proporzione dell'insieme, qui interviene con una delicata maestria, con quel provvidenziale riguardo da esperto conoscitore che non può permettersi di sbagliare o avere ripensamenti... quel colore liquido e tenue non glielo perdonerebbe! Ma quell'attenzione viene ripagata. Ogni opera, alla fine, parla di sé in maniera eloquente, travalicando quel muro di commovente silenzio che è il vero luogo della verità della vita che non ama – per sua natura – il frastuono dei proclami e di tante assordanti parole. Dietro la particolarissima scelta tecnica con i relativi contenuti, c'è in Fontanot questa piena consapevolezza, figlia di una ponderata riflessione interiore maturata nell'esperienza e nell'osservazione di quella vita contadina da sempre maestra di Etica e Virtù.

 

 

                                                                                                           Giancarlo Bonomo

 

 

 

 

"Che cosa splendida è l'acquerello per esprimere l'atmosfera e la distanza, cosicché i personaggi sono come circondati dall'aria e sembrano poterla respirare." diceva Vincent Van Gogh.

L'acquarello è una tecnica che richiede tempo e pazienza ma che può dare grandi soddisfazioni evocando forti stati emozionali che spesso abbracciano i ricordi grazie alla non uniformità del colore.

Luciano Fontanot pittore autodidatta, da sempre amante della pittura si è dedicato completamente a questa passione e noi siamo molto onorati di essere stati tra i primi ad esporre i suoi lavori.

Delicatezza e suggestione, senso di profondità nei paesaggi e dinamismi cromatici e di pennellata, sono gli elementi più immediati degli acquarelli, uniti ad un silenzio meditativo che crea una quieta attenzione tra le atmosfere impalpabili e nebbiose che l'acquerello esalta nella sua essenza più pura di lieve soffuso lirismo.

Nelle sue opere, dedicate in gran parte alla sua Ronchi, possiamo ammirare scorci di un tempo passato che fanno parte della memoria storica dell'artista che ha saputo riportare sulla carta con una dovizia di particolari molto importante, un piccolo eden ricco di luci e cromie.

Alcune immagini, ci riportano come un tuffo nel passato, nelle vecchie corti e angoli dimenticati della città, custoditi dietro portoni per i quali più nessuno si addentra o del tutto stravolte dall'arredo urbano.

Incontriamo vecchi personaggi che hanno fatto la storia di Ronchi e che qui emergono con sfumature policrome.

Con le loro delicate presenze, questi personaggi, attraverso gli acquarelli, ci fanno provare il piacere più recondito della spontaneità, lasciandoci una sensazione di leggero incanto.

 

 

Ada Facchin    



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